NAZISMO: TRA MITO,POLITICA E MODERNITÀ(LIBRO)

Germania, 1945. Uno degli spartiacque fondamentali della nostra cultura, se non addirittura della cultura storica mondiale. Quali le ragioni? I problemi insoluti? Le personalità di spicco che catalizzarono un dissestamento a tutti livelli: soprattutto storico, politico e simbolico. Tra queste domande, tutto sommato generaliste, è inequivocabile il ruolo di un movimento tedesco che tentò fino, al sacrificio più estremo, l’unione tra stato nazionale e coerenza sociale. Ed è nel mito della coerenza sociale che va ricercato il germe del nazionalsocialismo. Perché l’addestramento del popolo tedesco passò per riti e simboli sconosciuti fino agli anni Venti? Le radici di questa perplessità si possono riassumere nella figura simbolica del Führer, non un semplice capo e dittatore, bensì una Guida dalle sembianze sciamaniche in grado di ascoltare l’inconscio della nazione tedesca, il bollore degli stomaci, e fornire risposte in grado di trascendere la cultura e la storia. Nelle piazze principali della Germania nazista era impossibile fare una fotografia senza immortalare almeno una croce uncinata. Il “popolo tedesco” era letteralmente affogato in una simbologia aggressiva vocata a piegare e distruggere l’individualismo del Cittadino, in favore di grandi ideali strategicamente pianificati e messi in atto. In questa paranoica ricerca di una terra sacra per il popolo tedesco, non più sottoposto al “giogo internazionalista” e liberato finalmente dai vincoli di una Prima Guerra Mondiale disastrosa, emerge un “altri” contrapposto al “noi” che Hitler si impegnò a costruire e sacrificare sull’altare del Reich. Furono perciò gli “altri” a pagare l’obolo più pesante di questa ideologia catastrofica. In una logica incluso/escluso milioni di persone subìrono gravi persecuzioni, individui che fino ad allora erano a tutti gli effetti cittadini tedeschi si trovarono esclusi dalla vita economica e politica in virtù del ruolo che la “razza” ricopriva come fendente per unificare così l’idea di nazione con l’idea di virtù in senso biologico. Lo straniero divenne “nemico”, l’ebreo divenne “feroce attentatore”, la “purezza” fu nell’arma privilegiata per mutare categorie deboli della popolazione in “capri espiatori”. Le democrazie europee persero lentamente il proprio ruolo diplomatico nei confronti della Terzo Reich e vennero relegate nel ruolo di plutocrazie da combattere fino all’ultimo uomo… In Nazismo: tra mito politico e modernità, David Del Pistoia si serve di numerose chiavi interpretative. Adotta Sartre per leggere l’evento “nazismo” dal punto di vista epocale, Jung per la lettura psicanalitica del popolo tedesco, Weber per quella sociologica. Di certo non sono nuove come strategie interpretative, ma in ogni parte del saggio ritroviamo un’accurata sintesi bibliografica che permette al lettore di ricostruire e approfondire i singoli argomenti anche se in effetti ci vuole una buona dose di pazienza. Soprattutto nella seconda parte dedicata al Mito della razza, Del Pistoia si concentra su aspetti di natura endogena dal sapore più antropologico che storico, confronta affermazioni degli uomini di Hiter, ne identifica le debolezze, ma soprattutto ricerca quegli elementi che portarono ad esempio Harendt a considerarli banali nella loro ferocia. L’intento del saggio ha dunque un proposito sintetico, volto a raggruppare le ragioni patologiche del nazismo nella ritualità tribale di un gruppo di uomini annebbiati dal delirio di onnipotenza. Perché tuttosommato la profondità del nazismo è solamente superficiale, è un canovaccio raffazzonato di convinzioni infondate, alimentato da persone che distorsero verità storiche e culturali, e costruirono semplicistiche mitologie di cartapesta. Quel che sconcerta non è tanto l’ideologia nazionalsocialista, quanto invece la sua potenza comunicativa capace di parlare agli istinti nascosti del comportamento umano e di tutto ciò ne dobbiamo essere coscienti. Avere memoria, non solo del fenomeno storico, ma anche dell’impatto sociale è certamente un buon rimedio, un rimedio, ancora una volta, per non dimenticare.

FONTE:http://www.mangialibri.com/libri/nazismo-tra-mito-politico-e-modernit%C3%A0#sthash.h8LxgZtC.dpuf

RIPRESO ANCHE SU https://misteridelnazismoblog.wordpress.com/2016/02/01/nazismo-tra-mitopolitica-e-modernita/

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