DA WEIMAR AL III REICH-I FATTORI CHE FAVORIRONO L’ASCESA DEL NAZISMO

Fattori che favorirono l’avvento del nazismo:

  • Crisi economica del 1929
  • L’aspirazione della Germania a vedere la fine dei disordini e della violenza di strada
  • L’astio diffuso per la Repubblica democratica in generale
  • L’ideologia visionaria del nazismo e la personalità di Hitler, il cui odio esercitava un’attrazione forte per numerosi tedeschi
  • Per molti il nazismo era l’unica forza politica in grado di ripristinare l’ordine e la pace sociale, restituendo alla Germania la sua posizione di grande potenza internazionale

Germania, un paese sconfitto ed umiliato

La Germania era uscita sconfitta dalla Prima Guerra Mondiale ed era stata indicata come l’unica responsabile dello scoppio del conflitto. Infatti le era stato imposto, tramite il famoso Trattato di Versailles del 1919 (detto anche “Diktat” per l’eccezionale durezza), il pagamento di un’ ingentissima somma come risarcimento ai vincitori della guerra che, se ipoteticamente fosse stata pagata immediatamente, avrebbe completamente raso al suolo la potenza economica della nazione per secoli interi. Trovatasi quindi in una situazione disastrosa, la Germania seppe avviare una ricostruzione interna, animata da forte spirito di rivalsa nei confronti degli autori del Trattato, che si avvalse anche dell’appoggio della Russia, altra potenza crollata di fronte alla Guerra e isolata dal resto del mondo per il suo comunismo.

La Repubblica di Weimar, fondata nel 1919 e di ispirazione socialdemocratica, si avvicinò decisamente alla Russia comunista. I due stati si spalleggiarono nella reciproca ricostruzione industriale e militare. Infatti i tedeschi impiantarono nella vicina Russia le fabbriche di armi che la Società delle Nazioni aveva proibito di ricostruire in territorio tedesco. Pur dimostrando notevoli capacità di ripresa, nella politica interna la Germania era animata da contrasti tra il partito nazionalsocialista ed il partito comunista, in opposizione coi socialdemocratici al governo. Nel 1923, Francia e Belgio, non ricevendo ancora i risarcimenti della guerra dai tedeschi, occuparono il bacino minerario della Ruhr, maggiore fonte di ricchezza e indispensabile condizione della rinascita tedesca, privando in tal modo la Germania della spinta economica di base. Da qui il paese piombò in una profonda crisi.
Tale situazione venne parzialmente risolta con l’intervento degli Stati Uniti che, col Piano Dawes (1924), permisero alla Germania di ripagare i debiti, sfruttandone l’industria leggera e limitando la manutenzione di tutti gli impianti al minimo per trarne il massimo profitto. Grazie a questo sfruttamento, in Europa cominciano a circolare quei soldi che dovevano andare a risarcire non solo i paesi europei, ma anche e soprattutto gli Stati Uniti, i quali avevano erogato ingenti prestiti durante il conflitto mondiale. Il Piano Dawes terminò nel 1929 con un’altra crisi che portò l’economia tedesca, ma non solo quella, ad un pericoloso tracollo e all’ascesa al potere dei nazisti.

 

Nei primi anni, i nazisti rimasero una piccola organizzazione popolare; nel periodo formativo, la loro comparsa più rilevante sulla scena politica nazionale fu il Putsch dell’8-9 novembre 1923, quando essi cercarono di rovesciare la Repubblica di Weimar ma furono immediatamente bloccati. Se non fosse stato per il successivo trionfo del nazismo, questa “rivoluzione” verrebbe a malapena ricordata.
Il processo giudiziario che seguì il Putsch, con un tribunale molto accondiscendente, diede a Hitler una nuova visibilità a livello nazionale. Pochi anni dopo la sua scarcerazione e la rinascita del partito nazista (NSDAP), quest’ultimo sarebbe diventato la forza politica dominante a Weimar. Esso ottenne i primi piccoli successi con le elezioni nazionali e regionali a cominciare dal 1925; poi, con quelle del 1930, conquistò un consenso pari al 18,3% della popolazione. Da un momento all’altro i nazisti erano diventati il secondo partito politico del paese.
La Repubblica di Weimar, che molti tedeschi non avevano mai considerato legittima, era ormai sull’orlo della decadenza, anche a causa della crisi economica che nel 1932 vide il 30,8% della forza lavoro disoccupata.

In quei momenti difficili la figura carismatica di Hitler e il messaggio antisemita, antinternazionale, antibolscevico e antiWeimar dei nazisti guadagnarono consensi sempre maggiori. Infatti, alle elezioni del 31 luglio 1932, quasi il 37,4% dei votanti si schierò dalla parte di Hitler, incoronando in tal modo i nazisti quale primo partito politico della Germania. La nomina di Hitler come cancelliere da parte del presidente della Repubblica Paul von Hindenburg fu la scintilla che permise ai nazisti di cominciare a realizzare il loro programma rivoluzionario che i tedeschi, con qualche minima eccezione, avrebbero sostenuto con entusiasmo.

FONTE:http://web.mclink.it/MK4761/ascesa.html

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